Abstract
Eracle, Atena e gli atleti di Himera: immagini agonistiche e costruzione dell’identità territoriale
La monetazione di Himera costituisce una delle più significative espressioni dell'identità civica della colonia e rivela come il linguaggio iconografico fosse impiegato per rappresentare il rapporto tra mito, culto e prestigio agonistico. La ricorrenza di Eracle sulle emissioni monetali, affiancata dalle attestazioni di anfore panatenaiche, simboli della protezione di Atena e della partecipazione ai maggiori circuiti atletici del mondo greco, suggerisce infatti l'esistenza di un sistema coerente di autorappresentazione nel quale successo sportivo, religione e memoria collettiva concorrono alla definizione dell'identità territoriale della polis. Attraverso l'analisi integrata delle testimonianze numismatiche, archeologiche, iconografiche e letterarie, il contributo propone una rilettura della tradizione agonistica imerese a partire dalle figure di Ergoteles e Kryson, i due più celebri campioni della città. Le vittorie del primo atleta, celebrate da Pindaro mediante il richiamo al modello eroico di Eracle, e quelle del secondo non rappresentano soltanto successi individuali, ma divengono strumenti di costruzione del prestigio civico e dell'appartenenza della colonia all'orizzonte panellenico, nel quale i culti di Eracle e Atena assumono un ruolo complementare. Questa rete di significati continua a vivere anche dopo la distruzione di Himera nel 409 a.C., attraverso il mito delle terme di Termini Imerese, nate secondo la tradizione per intervento di Atena in favore di Eracle, e nella loro rielaborazione figurativa negli affreschi seicenteschi della Cammara Picta di Vincenzo La Barbera, dove i due atleti tornano a incarnare la memoria storica della città. Ne emerge un modello nel quale immagini, monumenti, premi agonistici e tradizione mitica costituiscono un unico dispositivo culturale capace di trasformare la vittoria atletica in memoria condivisa e identità territoriale.
Giancarlo Germanà Bozza
Docente ordinario di Storia dell’arte antica
Accademia di Belle Arti di Palermo
Maria Teresa Rondinella
Archeologa
Vicepresidente Fondazione Mandralisca Cefalù
Roberta Sperandeo
Prof.ssa in Storia dell’Arte
Dott.ssa in Arti Visive-Pittura